Calendario delle semine

Di seguito vengono descritte in modo dettagliato le modalità di semina e di trapianto delle diverse varietà di ortaggi negli specifici mesi.

Questa descrizione dettagliata delle semine e dei trapianti in aridocoltura sarà aggiornato ogni 3 mesi, al fine di fornire informazioni immediatamente utili a chi voglia cimentarsi in questa tecnica colturale.

SEMINE E TRAPIANTI DI OTTOBRE

Ottobre è l’ultimo mese che permette un’ampia scelta di ortaggi da seminare direttamente.

In ottobre si possono solo seminare due tipologie di

1. Ortaggi a ciclo breve che permettono un raccolto prima del grande freddo: rucola, spinaci, cime di rapa, lattuga da taglio, valerianella.

2. Ortaggi a ciclo lungo e resistenti al freddo che permetteranno un raccolto l’anno successivo: piselli, fave, aglio.

Ottobre

Pisello nano Meraviglia d’Italia (semina diretta)
Fave dolci di Calabria (semina diretta)
Rucola (semina diretta)
Spinacio Gigante d’Inverno (semina diretta)
Cime di rapa varietà quarantina (semina diretta)
Lattuga da taglio (semina diretta)
Valerianella (semina diretta)
Aglio Garcua (semina diretta)

Pisello nano Meraviglia d’Italia

Nella semina autunnale dei piselli è bene privilegiare i piselli a grano liscio, che generalmente danno maggiori garanzie di risultato rispetto ai piselli a grano rugoso (tipicamente primaverili).

Inoltre in un orto senz’acqua è bene privilegiare le varietà nane, le quali permettono un raccolto precoce, lasciando libero e concimato il terreno per gli ortaggi successivi.

Per tale ragione la nostra scelta ricade sulla varietà di pisello nano meraviglia d’Italia (Figura) (vedi).

Il pisello nano meraviglia d’Italia si semina in ottobre, ricorrendo alla semina diretta in file parallele (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In ottobre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Per i piselli si utilizza la semina diretta in file parallele, facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco i semi a pochi cm l’uno dall’altro ed infine ricoprendo manualmente i semi con la terra.

I piselli si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Questo almeno finché in primavera non emettono un buon fogliame che soffoca le erbe infestanti.

E’ necessario seminare dei piselli in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Si raccolgono verso aprile, estirpando l’intera pianta e prelevando i baccelli.

Fave dolci di Calabria

Tra le tante varietà di fave preferiamo la Fava dolce di Calabria (o fava 3 cocci) (Figura) (vedi): ha un baccello corto, contenente 4 o 5 semi, ma risulta più resistente al freddo invernale della pianura friulana.

Le fave devono essere seminate in aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere dapprima alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura periodica (vedi paragrafo) che può essere limitata ai primi periodi di crescita delle piante, perché poi le stesse piante con il loro fogliame contrastano le erbe infestanti.

Le fave seminate in ottobre si raccolgono dopo 5 mesi (marzo, aprile) e lasciano il terreno libero e concimato per le semine ed i trapianti del periodo primaverile-estivo (maggio-giugno): pomodori, melanzane, zucchine, etc

Per le fave si utilizza la semina diretta in file parallele (vedi paragrafo), facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco i semi a pochi cm l’uno dall’altro (mettendo i semi in posizione orizzontale o con la fessura verso il basso) ed infine ricoprendo manualmente i semi con la terra.

Tra un solco e l’altro deve esserci uno spazio di almeno 50 cm.

E’ consigliabile seminare le fave in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Quando le piantine emergono in superficie bisogna estirparne alcune, in modo da lasciare tra una pianta e l’altra una distanza di circa 30 cm.

Le fave hanno bisogno di poca acqua (bagnare solo la prima settimana, per favorire la germinazione).

Quando le piantine sono alte circa 20 cm è necessario eseguire una cimatura della parte apicale della pianta. La cimatura stimola l’emissione di rami secondari e la pianta assume una forma più espansa.

Spesso i getti apicali delle fave si riempiono di afidi. Anche se brutti da vedere, è meglio non fare alcun trattamento perché attirano le coccinelle che distruggono altri parassiti dell’orto.

Queste fave sono buone per il consumo fresco.

Rucola

La rucola (Figura) (vedi) è una delle poche specie da coltivare in un orto senz’acqua per le quali è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In ottobre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Inoltre la semina della rucola nel periodo autunnale permette di ridurre o evitare gli attacchi dell’altica che causa vari buchi nelle foglie, rendendo così non commercializzabile il raccolto.

La rucola si semina in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi, ricoprendoli poi appena appena di terra con le dita delle mani.

Inoltre sopra le file seminate a rucola si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.

E’ necessario seminare la rucola in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Si raccoglie dopo 1 – 2 mesi dalla semina, estirpando l’intera pianta con la radice.

Bisogna evitare che vada a seme perché rischia di diventare invasiva per l’aiuola e difficile poi da eradicare.

Spinacio gigante d’inverno

Tra le tante varietà di spinacio, preferiamo lo spinacio gigante d’inverno (Figura) (vedi) che è una delle poche specie da coltivare in un orto senz’acqua per le quali è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In ottobre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Gli spinaci si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi, ricoprendoli poi appena appena di terra con le dita delle mani.

Inoltre sopra le file seminate a spinaci si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.

E’ necessario seminare gli spinaci in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Gli spinaci resistono bene al freddo (anche se è meglio proteggerli stendendoci sopra del tessuto non tessuto) e si raccolgono dopo 3 – 5 mesi dalla semina.

Cime di rapa

Esistono numerose varietà di cime di rapa (Figura), che prendono il nome dal periodo che impiegano per poter essere raccolte (varietà quarantina, sessantina, novantina e centoventina).

Poiché le cime di rapa continuano a crescere fino a 5° C, ma muoiono al di sotto di questa temperatura, in ottobre è meglio seminare la varietà quarantina (vedi), in modo da poterla raccogliere prima che arrivi il grande freddo, anche se è di dimensioni minori rispetto alle altre varietà di cime di rapa.

Le cime di rapa sono una delle poche specie da coltivare in un orto senz’acqua per le quali è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In ottobre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Le cime di rapa si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi, ricoprendoli poi appena appena di terra con le dita delle mani.

Inoltre sopra le file seminate a cime di rapa si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.

E’ necessario seminare le cime di rapa in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Le cime di rapa varietà quarantina si raccolgono dopo 40 giorni dalla semina.

Si raccoglie e si vende l’intera pianta, ma delle cime di rapa si mangiano solo le cime floreali (prima che si aprano i fiori).

Lattuga da taglio

Vari tipi di lattuga comunemente lasciate crescere a cespo, possono essere seminate per ottenere l’insalata da taglio: foglia di quercia (Figura) (vedi), lollo bionda, lollo rossa, gentilina, etc.

Si semina nella prima settimana di ottobre in modo da poterle raccogliere per fine ottobre o nella prima settimana da novembre, altrimenti il freddo uccide le piante.

La lattuga da taglio non è una pianta da aridocoltura, ma si accontenta della irrigazione naturale dovuta alle piogge del periodo autunnale.

Per la lattuga da taglio è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

In ottobre la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta e si possono utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo).

La lattuga da taglio si semina in file parallele distanti 30 – 50 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi, ricoprendoli poi appena appena di terra con le dita delle mani.

Inoltre sopra le file seminate a lattuga da taglio si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.

E’ necessario seminare la lattuga da taglio in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Il ciclo vegetativo dura all’incirca 20-30 giorni dalla semina.

Si raccoglie tagliando le foglie più o meno ad 1 cm da terra, in modo che la pianta possa ri-vegetare e dare un secondo raccolto dopo altri 10-15 giorni.

Valerianella

La velerianella (Figura) (vedi) è una delle poche specie da coltivare in un orto senz’acqua per le quali è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo).

Si semina la prima settimana di ottobre, perché per germinare ha bisogno di una temperatura di almeno 15 gradi. Poi sopporta bene il gelo.

In ottobre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

La valerianella si semina in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi e non c’è bisogno di ricoprirli di terra.

E’ necessario seminare la valerianella in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

La valerianella resiste bene al freddo (anche se è meglio proteggerla stendendoci sopra del tessuto non tessuto) e si raccoglie quando la piantina raggiunge un diametro di circa 8 cm.

Aglio bianco grosso Garcua

L’aglio è un ortaggio molto resistente alla siccità ed al freddo invernale e, quindi, ideale per la coltivazione in aridocoltura.

Tra le diverse varietà di aglio preferiamo l’aglio bianco grosso Garcua (Figura) (vedi).

L’aglio si semina in bulbilli. Ogni testa di aglio (bulbo) è costituito da circa 14 bulbilli.

Per ottenere i bulbilli: si prendono i bulbi, poi con una pinza si strappa il residuo del gambo e si schiaccia il bulbo con una lamina di ferro (non tagliente), premendo nello spazio tra due bulbilli

In questo modo si separano i bulbilli. I bulbilli più piccoli possono essere eliminati.

In ottobre la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta e si possono utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo).

Per l’aglio si utilizza la semina diretta in file parallele (vedi paragrafo), facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco i bulbi a pochi cm l’uno dall’altro ed infine ricoprendo manualmente i semi con la terra.

I bulbilli di aglio si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti.

Si piantano ad una profondità di pochi cm, con l’apice verso l’alto (si può lasciare affiorare la punta) e distanti 15 cm l’uno dall’altro. I bulbilli germogliano dopo 15 giorni.

A differenza della cipolla che se va a fiore, deve essere estirpata, l’aglio, anche se va a fiore, basta tagliare il fiore ed il bulbo continua a svilupparsi.

L’aglio si raccoglie dopo 5-6 mesi, quando le foglie si appassiscono da sole e si piegano (inutile piegarle manualmente). Si tagliano le radici, si pulisce il bulbo dal terriccio rimasto appiccicato e si lasciano le foglie, in modo da utilizzarle per eventualmente fare delle trecce o per unirli in mazzetti di 5 – 10 teste.

Poi si lascia seccare in un posto secco ed arieggiato. In questo modo si conserva per 6-8 mesi.

SEMINE E TRAPIANTI DI NOVEMBRE

In novembre, con l’inverno ormai alle porte, diminuiscono le piante da seminare o trapiantare perché la gran parte degli ortaggi non tollera le gelate.

Però c’è ancora la possibilità di seminare Piselli, Fave, Rucola, Spinaci, Aglio.

Novembre

Pisello nano Meraviglia d’Italia (semina diretta)
Fave dolci di Calabria (semina diretta)
Rucola (semina diretta)
Spinacio Gigante d’Inverno (semina protetta)
Aglio Garcua (semina diretta)

Pisello nano Meraviglia d’Italia

Nella semina autunnale dei piselli è bene privilegiare i piselli a grano liscio, che generalmente danno maggiori garanzie di risultato rispetto ai piselli a grano rugoso (tipicamente primaverili).

Inoltre in un orto senz’acqua è bene privilegiare le varietà nane, le quali permettono un raccolto precoce, lasciando libero e concimato il terreno per gli ortaggi successivi.

Per tale ragione la nostra scelta ricade sulla varietà di pisello nano meraviglia d’Italia (Figura) (vedi).

Il pisello nano meraviglia d’Italia si semina in novembre, ricorrendo alla semina diretta in file parallele (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In novembre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Per i piselli si utilizza la semina diretta in file parallele, facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco i semi a pochi cm l’uno dall’altro ed infine ricoprendo manualmente i semi con la terra.

I piselli si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Questo almeno finché in primavera non emettono un buon fogliame che soffoca le erbe infestanti.

E’ necessario seminare dei piselli in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Si raccolgono verso aprile, estirpando l’intera pianta e prelevando i baccelli.

Fave dolci di Calabria

Tra le tante varietà di fave preferiamo la Fava dolce di Calabria (o fava 3 cocci) (Figura) (vedi): ha un baccello corto, contenente 4 o 5 semi, ma risulta più resistente al freddo invernale della pianura friulana.

Le fave devono essere seminate in aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere dapprima alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura periodica (vedi paragrafo) che può essere limitata ai primi periodi di crescita delle piante, perché poi le stesse piante con il loro fogliame contrastano le erbe infestanti.

Le fave seminate in novembre si raccolgono dopo 5 mesi (marzo, aprile) e lasciano il terreno libero e concimato per le semine ed i trapianti del periodo primaverile-estivo (maggio-giugno): pomodori, melanzane, zucchine, etc

Per le fave si utilizza la semina diretta in file parallele (vedi paragrafo), facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco i semi a pochi cm l’uno dall’altro (mettendo i semi in posizione orizzontale o con la fessura verso il basso) ed infine ricoprendo manualmente i semi con la terra.

Tra un solco e l’altro deve esserci uno spazio di almeno 50 cm.

E’ consigliabile seminare le fave in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Quando le piantine emergono in superficie bisogna estirparne alcune, in modo da lasciare tra una pianta e l’altra una distanza di circa 30 cm.

Le fave hanno bisogno di poca acqua (bagnare solo la prima settimana, per favorire la germinazione).

Quando le piantine sono alte circa 20 cm è necessario eseguire una cimatura della parte apicale della pianta. La cimatura stimola l’emissione di rami secondari e la pianta assume una forma più espansa.

Spesso i getti apicali delle fave si riempiono di afidi. Anche se brutti da vedere, è meglio non fare alcun trattamento perché attirano le coccinelle che distruggono altri parassiti dell’orto.

Queste fave sono buone per il consumo fresco.

Rucola:

La rucola (Figura) (vedi) è una delle poche specie da coltivare in un orto senz’acqua per le quali è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In novembre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Inoltre la semina della rucola nel periodo autunnale permette di ridurre o evitare gli attacchi dell’altica che causa vari buchi nelle foglie, rendendo così non commercializzabile il raccolto.

La rucola si semina in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi, ricoprendoli poi appena appena di terra con le dita delle mani.

Inoltre sopra le file seminate a rucola si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.

E’ necessario seminare la rucola in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Si raccoglie dopo 1 – 2 mesi dalla semina, estirpando l’intera pianta con la radice.

Bisogna evitare che vada a seme perché rischia di diventare invasiva per l’aiuola e difficile poi da eradicare.

Spinacio gigante d’inverno

Tra le tante varietà di spinacio, preferiamo lo spinacio gigante d’inverno (Figura) (vedi) che è una delle poche specie da coltivare in un orto senz’acqua per le quali è necessario ricorrere alla semina diretta (vedi paragrafo).

E’ necessario utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo). In novembre siamo avvantaggiati dal fatto che la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta.

Gli spinaci si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti. Con un bastone si traccia un solco appena percettibile ed al suo interno si lasciano cadere i semi molto radi, ricoprendoli poi appena appena di terra con le dita delle mani.

Inoltre sopra le file seminate a spinaci si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.

E’ necessario seminare gli spinaci in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Gli spinaci resistono bene al freddo (anche se è meglio proteggerli stendendoci sopra del tessuto non tessuto) e si raccolgono dopo 3 – 5 mesi dalla semina.

Aglio bianco grosso Garcua

L’aglio è un ortaggio molto resistente alla siccità ed al freddo invernale e, quindi, ideale per la coltivazione in aridocoltura.

Tra le diverse varietà di aglio preferiamo l’aglio bianco grosso Garcua (Figura) (vedi).

L’aglio si semina in bulbilli. Ogni testa di aglio (bulbo) è costituito da circa 14 bulbilli.

Per ottenere i bulbilli: si prendono i bulbi, poi con una pinza si strappa il residuo del gambo e si schiaccia il bulbo con una lamina di ferro (non tagliente), premendo nello spazio tra due bulbilli

In questo modo si separano i bulbilli. I bulbilli più piccoli possono essere eliminati.

In novembre la pressione delle erbe infestanti è molto ridotta e si possono utilizzare aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e ricorrendo periodicamente alla sarchiatura (vedi paragrafo).

Per l’aglio si utilizza la semina diretta in file parallele (vedi paragrafo), facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco i bulbi a pochi cm l’uno dall’altro ed infine ricoprendo manualmente i semi con la terra.

I bulbilli di aglio si seminano in file parallele distanti 30 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti.

Si piantano ad una profondità di pochi cm, con l’apice verso l’alto (si può lasciare affiorare la punta) e distanti 15 cm l’uno dall’altro. I bulbilli germogliano dopo 15 giorni.

A differenza della cipolla che se va a fiore, deve essere estirpata, l’aglio, anche se va a fiore, basta tagliare il fiore ed il bulbo continua a svilupparsi.

L’aglio si raccoglie dopo 5-6 mesi, quando le foglie si appassiscono da sole e si piegano (inutile piegarle manualmente). Si tagliano le radici, si pulisce il bulbo dal terriccio rimasto appiccicato e si lasciano le foglie, in modo da utilizzarle per eventualmente fare delle trecce o per unirli in mazzetti di 5 – 10 teste.

Poi si lascia seccare in un posto secco ed arieggiato. In questo modo si conserva per 6-8 mesi.

SEMINE E TRAPIANTI DI DICEMBRE

In dicembre, l’orto è apparentemente in riposo.

Le piante a ciclo lungo (piselli, fave, aglio, etc) già seminate nei mesi precedenti crescono lentamente ed a causa del freddo non è possibile seminare o trapiantare altri ortaggi.

Dicembre

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SEMINE E TRAPIANTI DI GENNAIO

In gennaio, siamo ancora in pieno inverno, quindi si possono seminare alcuni ortaggi in coltura protetta, lasciandoli poi crescere in serra non riscaldata per almeno un mese e mezzo prima di essere trapiantati: Lattughe e Carote

Gennaio

Lattuga Romana (semina protetta)
Carota Touchon (semina protetta)

Lattuga ROMANA

Tra tutte le varietà di lattuga, preferiamo la lattuga romana (Figura) (vedi), la quale ha un cespo voluminoso e resiste bene anche alle basse temperature.

In realtà, anche la lattuga romana, come tutte le varietà di lattuga, necessita di molta acqua, ma se seminata in gennaio in coltura protetta (vedi paragrafo) e coltivata in serra non riscaldata per un mese e mezzo, si può trapiantare nel terreno all’inizio di marzo, sfruttando così la naturale piovosità primaverile.

E’ necessario utilizzare delle aiuole pacciamate con telo di rafia di plastica (vedi paragrafo) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo).

Trapiantare le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Le piante di lattuga crescono lentamente e si possono raccogliere dopo circa 2 mesi dal trapianto (da marzo a maggio).

Altre varietà di lattuga coltivabili in aridocoltura sono la Lattuga foglia di quercia verde (vedi) e la Lattuga foglia di quercia rossa (vedi).

Le modalità di semina, di trapianto e di raccolta sono simili a quelli già descritti per la lattuga romana.

Carote TOUCHON (o carote PRECOCISSIME)

Le carote Touchon (Figura) (vedi) sono di dimensioni medie, ma più lunghe della Nantese.

Si tratta di una varietà relativamente precoce, se comparata ai lunghissimi tempi di crescita delle altre carote. Infatti si può raccogliere dopo “soli” 5 mesi (contro gli 8 mesi delle altre carote).

Necessitano di temperature miti per germogliare, per cui si possono seminare in gennaio solo in coltura protetta (vedi paragrafo), seminandole in vasi di torba compressa (Figura) (vedi) pieni di terriccio e messi in serra non riscaldata per circa un mese e mezzo.

Poi si trapiantano verso marzo in file parallele distanti 25 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale.

Tale distanza tra le file deve essere aumentata a 50 cm se si vuole consociarle con le cipolle in modo che si proteggano reciprocamente dall’attacco della mosca della carota e della mosca della cipolla.

E’ necessario trapiantare le carote in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

E’ necessario utilizzare delle aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere dapprima alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura periodica (vedi paragrafo) (che deve essere poi praticata periodicamente).

Per evitare gli attacchi della mosca della carota, coprire il bancale con teli di TNT in fogli (Figura 1) (vedi) o in rotolo (Figura 2) (vedi) (innaffiando a doccetta), oppure consociandola alla cipolla o a porro ed i primi tempi trattare ogni 15 giorni con piretro (vedi) alle dosi consigliate sulla confezione.

Figura 1
Figura 2

Le carote Touchon si raccolgono dopo 5 mesi dalla semina (luglioagosto).

E’ utile rincalzarle periodicamente per evitare che la zona dove si attaccano le foglie diventi dura e verde (la carota rimane sempre commestibile, ma non è bella da vedere).

Si raccolgono quando le loro foglie iniziano ad ingiallire, ma non bisogna raccoglierle quando tutte le foglie sono gialle, perché assumono un gusto amaro e legnoso.

SEMINE E TRAPIANTI DI FEBBRAIO

In febbraio, si può ricorrere alla semina protetta per i Piselli e le Lattughe ed alla semina diretta per le Carote.

Febbraio

Pisello nano dolce di Provenza (semina protetta)
Lattuga Romana (semina protetta)
Carota Touchon (semina diretta)

PISELLi NANI DOLCI DI PROVENZA

Per coltivare i piselli in aridocoltura è necessario utilizzare varietà nane ed a maturazione precoce.

La varietà da noi preferita è il Pisello nano dolce di Provenza (che permette la raccolta dopo soli 60 giorni) (Figura) (vedi).

E’ necessario utilizzare delle aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere dapprima alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura periodica (vedi paragrafo) che può essere limitata ai primi periodi di crescita delle piante, perché poi le stesse piante con il loro fogliame contrastano le erbe infestanti.

In febbraio, per avere la sicurezza di germinazione e sopravvivenza delle piante si consiglia eseguire la semina in coltura protetta in idrocoltura (vedi paragrafo) e quando le piantine raggiungono l’altezza di 10-15 cm (cioè dopo 11-12 giorni) si possono trapiantare nel terreno.

Si ricorre al trapianto in file, facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco le piantine a circa 5 cm di distanza l’una dall’altra ed infine ricoprendo manualmente le loro radici con la terra.

La distanza tra le file deve essere di circa 25 cm.

E’ consigliabile trapiantare le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Il Pisello nano dolce di Provenza permette un solo raccolto dopo circa 60 giorni dal trapianto (aprile-maggio) e poi lascia il terreno libero e concimato per le semine ed i trapianti del periodo estivo (luglio-agosto): cavoli, finocchi, etc

Lattuga ROMANA

Tra tutte le varietà di lattuga, preferiamo la lattuga romana (Figura) (vedi), la quale ha un cespo voluminoso e resiste bene anche alle basse temperature.

In realtà, anche la lattuga romana, come tutte le varietà di lattuga, necessita di molta acqua, ma se seminata in febbraio in coltura protetta (vedi paragrafo) e coltivata in serra non riscaldata per un mese e mezzo, si può trapiantare nel terreno in aprile, sfruttando così la naturale piovosità primaverile.

E’ necessario utilizzare delle aiuole pacciamate con telo di rafia di plastica (vedi paragrafo) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo).

Trapiantare le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Le piante di lattuga crescono lentamente e si possono raccogliere dopo circa 2 mesi dal trapianto (maggio).

Altre varietà di lattuga coltivabili in aridocoltura sono la Lattuga foglia di quercia verde (vedi) e la Lattuga foglia di quercia rossa (vedi).

Le modalità di semina, di trapianto e di raccolta sono simili a quelli già descritti per la lattuga romana.

Carote TOUCHON (o carote PRECOCISSIME)

Le carote Touchon (Figura) (vedi) sono di dimensioni medie, ma più lunghe della Nantese.

Si tratta di una varietà relativamente precoce, se comparata ai lunghissimi tempi di crescita delle altre carote. Infatti si può raccogliere dopo “soli” 5 mesi (contro gli 8 mesi delle altre carote).

Per le semine di febbraio si può ricorrere alla semina diretta, in file parallele.

E’ necessario utilizzare delle aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura (vedi paragrafo) (che deve essere poi praticata periodicamente).

Si seminano in file parallele distanti 25 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale.

Tale distanza tra le file deve essere aumentata a 50 cm se si vuole consociarle con le cipolle per proteggersi reciprocamente dall’attacco della mosca della carota e della mosca della cipolla.

E’ necessario seminare le carote in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Per evitare gli attacchi della mosca della carota, coprire il bancale con teli di TNT in fogli (Figura 1) (vedi) o in rotolo (Figura 2) (vedi) (innaffiando a doccetta), oppure consociandola alla cipolla o a porro ed i primi tempi trattare ogni 15 giorni con piretro (vedi) alle dosi consigliate sulla confezione.

Figura 1
Figura 2

Le carote Touchon si raccolgono dopo 5 mesi dalla semina (agosto-settembre).

E’ utile rincalzarle periodicamente per evitare che la zona dove si attaccano le foglie diventi dura e verde (la carota rimane sempre commestibile, ma non è bella da vedere).

Si raccolgono quando le loro foglie iniziano ad ingiallire, ma non bisogna raccoglierle quando tutte le foglie sono gialle, perché assumono un gusto amaro e legnoso.

Se non abbiamo necessità di liberare l’aiuola per altre semine e trapianti, da settembre in poi si possono lasciare le carote in terra, coprendole con foglie secche e tirandole fuori col forcone fino al mese di marzo.

SEMINE E TRAPIANTI DI MARZO

In marzo, si può ricorrere alla semina protetta per i Piselli, le Lattughe ed il Cavolo Broccolo ed alla semina diretta per la Carota.

Marzo

Pisello nano dolce di Provenza (semina protetta)
Lattuga Romana (semina protetta)
Carota Touchon (semina diretta)
Cavolo broccolo (semina protetta)

PISELLi NANI DOLCI DI PROVENZA

Per coltivare i piselli in aridocoltura è necessario utilizzare varietà nane ed a maturazione precoce.

La varietà da noi preferita è il Pisello nano dolce di Provenza (che permette la raccolta dopo soli 60 giorni) (Figura) (vedi).

E’ necessario utilizzare delle aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere dapprima alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura periodica (vedi paragrafo) che può essere limitata ai primi periodi di crescita delle piante, perché poi le stesse piante con il loro fogliame contrastano le erbe infestanti.

In marzo, per avere la sicurezza di germinazione e sopravvivenza delle piante si consiglia eseguire la semina in coltura protetta in idrocoltura (vedi paragrafo) e quando le piantine raggiungono l’altezza di 10-15 cm (cioè dopo 11-12 giorni) si possono trapiantare nel terreno.

Si ricorre al trapianto in file, facendo con una zappetta a cuore (Figura) (vedi) un solco nel terreno, depositando dentro al solco le piantine a circa 5 cm di distanza l’una dall’altra ed infine ricoprendo manualmente le loro radici con la terra.

La distanza tra le file deve essere di circa 25 cm.

E’ consigliabile trapiantare le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Il Pisello nano dolce di Provenza permette un solo raccolto dopo circa 60 giorni dal trapianto (aprile-maggio) e poi lascia il terreno libero e concimato per le semine ed i trapianti del periodo estivo (luglio-agosto): cavoli, finocchi, etc

Lattuga ROMANA

Tra tutte le varietà di lattuga, preferiamo la lattuga romana (Figura) (vedi), la quale ha un cespo voluminoso e resiste bene anche alle basse temperature.

In realtà, anche la lattuga romana, come tutte le varietà di lattuga, necessita di molta acqua, ma se seminata in marzo in coltura protetta (vedi paragrafo) e coltivata in serra non riscaldata per circa un mese, si può trapiantare nel terreno in aprile, sfruttando così la naturale piovosità primaverile.

E’ necessario utilizzare delle aiuole pacciamate con telo di rafia di plastica (vedi paragrafo) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo).

Trapiantare le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana.

Le piante di lattuga crescono lentamente e si possono raccogliere dopo circa 2 mesi dal trapianto (maggio-giugno).

Altre varietà di lattuga coltivabili in aridocoltura sono la Lattuga foglia di quercia verde (vedi) e la Lattuga foglia di quercia rossa (vedi).

Le modalità di semina, di trapianto e di raccolta sono simili a quelli già descritti per la lattuga romana.

Carote TOUCHON (o carote PRECOCISSIME)

Le carote Touchon (Figura) (vedi) sono di dimensioni medie, ma più lunghe della Nantese.

Si tratta di una varietà relativamente precoce, se comparata ai lunghissimi tempi di crescita delle altre carote. Infatti si può raccogliere dopo “soli” 5 mesi (contro gli 8 mesi delle altre carote).

Per le semine di marzo si può ricorrere alla semina diretta, in file parallele.

E’ necessario utilizzare delle aiuole non pacciamate (“a terra nuda”) e quindi bisogna ricorrere alla zappatura superficiale del terreno (vedi paragrafo) e successivamente alla sarchiatura (vedi paragrafo) (che deve essere poi praticata periodicamente).

Si seminano in file parallele distanti 25 cm, in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale.

Tale distanza tra le file deve essere aumentata a 50 cm se si vuole consociarle con le cipolle per proteggersi reciprocamente dall’attacco della mosca della carota e della mosca della cipolla.

E’ necessario seminare le carote in una settimana piovosa, oppure innaffiare a pioggia i semi a giorni alterni per una settimana.

Per evitare gli attacchi della mosca della carota, coprire il bancale con teli di TNT in fogli (Figura 1) (vedi) o in rotolo (Figura 2) (vedi) (innaffiando a doccetta), oppure consociandola alla cipolla o a porro ed i primi tempi trattare ogni 15 giorni con piretro (vedi) alle dosi consigliate sulla confezione.

Figura 1
Figura 2

Le carote Touchon si raccolgono dopo 5 mesi dalla semina (agosto-settembre).

E’ utile rincalzarle periodicamente per evitare che la zona dove si attaccano le foglie diventi dura e verde (la carota rimane sempre commestibile, ma non è bella da vedere).

Si raccolgono quando le loro foglie iniziano ad ingiallire, ma non bisogna raccoglierle quando tutte le foglie sono gialle, perché assumono un gusto amaro e legnoso.

Se non abbiamo necessità di liberare l’aiuola per altre semine e trapianti, da settembre in poi si possono lasciare le carote in terra, coprendole con foglie secche e tirandole fuori col forcone fino al mese di marzo.

Cavolo broccolo calabrese precoce

Il cavolo broccolo calabrese precoce (Figura) (vedi), come tutte le varietà precoci produce teste di medie dimensioni, ma ha il vantaggio di ricacciare facilmente nuove teste di dimensioni più piccole che permettono un secondo raccolto.

Si semina i primi di marzo e, per avere la sicurezza di germinazione e sopravvivenza delle piante, si consiglia eseguire una semina in coltura protetta a 22 – 24° C (vedi paragrafo).

Dopo circa 1 mese e mezzo (a fine aprile), si possono trapiantare nell’aiuola (a distanza di 50 cm l’uno dall’altro ed in file distanti 60 cm).

E’ necessario utilizzare delle aiuole pacciamate con telo di rafia di plastica (vedi paragrafo) dopo aver fatto ricorso alla zappatura superficiale del terreno.

Trapiantare nel terreno le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana. Poi la pianta sviluppa delle radici fittonanti e si arrangia da sola.

Si raccoglie dopo circa 65 giorni dal trapianto (in luglio-agosto-settembre), tagliando solo le teste e lasciando la pianta nel terreno, che a distanza di 20 giorni ricaccerà nuove teste (anche se di dimensioni minori).

Le teste (i broccoli), tanto apprezzati nella cucina tipica meridionale, altro non sono che i boccioli delle infiorescenze. Per questo motivo devono essere raccolti molto prima che i boccioli si aprano per la fioritura. Dei broccoli si consuma anche la parte finale dello stelo, molto carnosa.

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