Semina diretta e Semina protetta

Il vero problema degli ortaggi da coltivare in aridocoltura è quello di ottenere le piantine.

Infatti, solo per poche varietà di ortaggi si può ricorrere alla semina diretta, perché i semi in aridocoltura raramente riescono a germinare.

Chi vive nel meridione può trovare alcune specie (purtroppo non tutte) direttamente dagli orticoltori professionali (ad esempio è facile trovare i pomodori in siccagno, la zucchina striata pugliese, etc).

Alcuni orticoltori professionali sono disponibili a produrre le piantine se vengono loro forniti i semi in busta sigillata, comprata da qualche ditta sementiera seria, mentre, generalmente non accettano semi autoprodotti, per paura di introdurre semi contaminati da malattie batteriche o virali nella loro catena produttiva.

Per tale ragione per molte specie e varietà di ortaggi è necessario prodursi da soli le piantine, partendo dai semi.

SEMINA DIRETTA NEL TERRENO

In aridocoltura si può ricorrere alla semina diretta nel terreno solo per poche specie orticole e solo in particolari mesi nei quali la piovosità e la temperatura sono ideali per la loro germinazione.

Inoltre è necessario evitare la semina a spaglio, in quanto non permette un adeguato controllo delle erbe infestanti mediante la sarchiatura e costringerebbe ad un superlavoro di estirpazione manuale.

Quindi è meglio utilizzare la semina in file parallele, lasciando almeno 25 – 50 cm di spazio tra una fila e l’altra per poter poi intervenire con il sarchiatore manuale (vedi paragrafo).

Gli ortaggi per i quali più frequentemente in aridocoltura si ricorre alla semina diretta sono:

  • Carote Touchon (in febbraio, marzo, aprile)
  • Cicoria da taglio (in settembre)
  • Cime di rapa (in settembre per la varietà sessantina ed in ottobre per la varietà quarantina)
  • Rucola (in settembre, ottobre e novembre)
  • Spinacio gigante d’Inverno (in settembre, ottobre ed inizio novembre)
  • Fava dolce di Calabria (in settembre, ottobre e novembre)
  • Lattuga da taglio (in ottobre)
  • Valerianella (in ottobre)
  • Pisello nano meraviglia d’Italia (in ottobre e novembre)
  • Aglio gigante Garcua (in ottobre e novembre)

Tecnica:

  1. La semina diretta si può fare solo in aiuole non pacciamate (tecnica “a terra nuda”)
  2. Tagliare molto basse con un rasaerba le erbe spontanee (o infestanti)
  3. Eseguire una zappatura superficiale (manuale o col motocoltivatore)
  4. Rastrellare le radici delle erbe infestanti e livellare il terreno
  5. Tracciare dei solchi paralleli nel terreno (distanti 25 – 50 cm a seconda della specie di ortaggio) in modo da avere spazio per passare col sarchiatore manuale per controllare le infestanti.
    I solchi si possono tracciare con un bastone o con una zappetta a cuore e possono essere più o meno profondi a seconda della grandezza del seme
  6. Seminare dentro al solco
  7. Coprire con un sottile strato di terra soffice
  8. Per i semi a lenta germinazione (come le carote), sopra le file seminate si può spargere della paglia tritata che aiuta a mantenere umido il terreno sottostante, non ostacola l’emergenza delle piantine e non interferisce con l’eventuale azione di sarchiatura periodica che deve essere effettuata tra le file.
  9. Bagnare a pioggia (mediante un tubo con una doccetta all’estremità), per non spostare il terreno ed i semi. Meglio ancora se si programma la semina in una settimana piovosa.
  10. Se non piove è necessario continuare ad innaffiare a giorni alterni per almeno una settimana

SEMINA PROTETTA

I semi di molti ortaggi hanno bisogno di particolari livelli di temperatura e di umidità per germinare, in quanto sono originari di aree geografiche calde (pomodori, peperoni, melanzane, zucche, zucchine, etc).

Tali condizioni di temperatura ed umidità non si realizzano alle nostre latitudini e quindi se volgiamo coltivare questi ortaggi è necessario ricorrere alla semina protetta, ricreando artificialmente tali condizioni di temperatura ed umidità.

Per chi gestisce degli orti irrigati è facile trovare dagli orticoltori professionali le piantine col pane di terra da trapiantare direttamente nell’orto, ma per chi gestisce un orto in aridocoltura è necessario procurarsi i semi e poi organizzare una semina protetta casalinga.

Essendo tutte tecniche indoor (cioè da praticare all’interno di una serra o di una stanza) le criticità sono rappresentate da due fattori:

1. Temperatura di germinazione: ogni ortaggio ha una sua temperatura ottimale di germinazione ed una sua temperatura ottimale di crescita che devono essere rispettate se si vuole ottenere delle buone piantine da trapiantare.

In genere la temperatura di germinazione è maggiore rispetto alla temperatura di crescita.

Per ottenere la temperatura ottimale di germinazione nelle semina indoor si possono utilizzare dei tappetini riscaldanti o dei tubi riscaldanti da acquario.

2. Ore di luce giornaliera: la maggior parte degli ortaggi si possono distinguere in:

  • piante a giorno lungo o longidiurne, che crescono in modo ottimale quando il periodo di illuminazione quotidiano è lungo come in primavera (es. pisello, pomodoro, etc)
  • piante a giorno breve o brevidiurne, che crescono in modo ottimale quando il periodo di illuminazione è breve come in autunno;
  • piante indifferenti o neutrodiurne, che crescono indipendentemente dalla durata del periodo di illuminazione.

Nelle coltivazioni in serra in genere sono sufficienti le ore di luce spontanea, mentre per le coltivazioni effettuate in una stanza è necessario regolare tale periodo di illuminazione mediante il ricorso alla illuminazione con lampade a led o a neon.

La semina protetta si può fare utilizzando varie metodiche:

  • cassette alveolari di polistirolo o di plastica piene di terriccio
  • dischetti di torba pressata
  • cubetti di terriccio compresso
  • vasetti di torba compressa da riempire di terriccio
  • tecnica idroponica e successivo trapianto diretto a radice nuda (molto efficace per le leguminose) o successivo trapianto in cassette alveolari di polistirolo piene di terriccio.

Esistono numerose altre tecniche, ma quelle elencate di sopra e descritte di seguito permettono di far fare alla piantina il minor numero di passaggi possibili prima di trapiantarla in terra.

Infatti, bisogna tener presente che ad ogni passaggio c’è un momentaneo blocco di crescita della pianta che deve riadattarsi al nuovo ambiente.

a. Semina in Cassette in polistirolo o in plastica (a 40 o 60 fori) (Figura 1)(vedi), (Figura 2)(vedi):

Figura 1
Figura 2
  1. Riempire di terriccio gli alveoli delle cassette di polistirolo e poi pressarlo lievemente col fondo di un bicchiere di plastica, quindi innaffiarlo abbondantemente per impregnarlo di acqua
  2. Distribuire sulla superficie del terriccio circa 5 semi per alveolo, poi bagnarli con uno spruzzino, quindi coprirli con un sottile strato di terriccio setacciato ed infine bagnarli nuovamente con uno spruzzino (per non smuovere i semi)
  3. Coprire ogni cassetta con un telo di plastica trasparente, poi disporla all’ombra e bagnarla con uno spruzzino ogni giorno finche non compaiono le prime foglioline (generalmente entro 2-4 giorni)
  4. Diradare le piantine, lasciando in ogni alveolo una sola piantina (la migliore) ed esporre le cassette alla luce del sole
  5. Innaffiare le piantine ogni giorno con acqua ed una volta la settimana con acqua alla quale sia stato aggiunto un concime liquido (alle dosi consigliate dall’etichetta)
  6. Dopo circa 4 – 6 settimane, quando le piantine raggiungono un’altezza di circa 7 – 10 cm si possono trapiantarle nel terreno. Meglio se si programma il trapianto in una settimana piovosa.
  7. Se non piove è necessario continuare ad innaffiare a giorni alterni per almeno una settimana

b. Semina in dischetti di torba pressata (di 41 mm di diametro) (Figura)(vedi):

  1. Mettere a bagno in acqua i dischetti di torba pressata ed aspettare che impregnandosi di acqua si espandano trasformandosi in cilindretti
  2. Sistemarli nei loro specifici contenitori di plastica, oppure sistemarli uno accanto all’altro in semplici cassette di plastica per la verdura
  3. Allargare il foro presente sulla loro superficie e distribuire sul terriccio circa 3 – 5 semi per cilindretto, poi bagnarli con uno spruzzino, quindi coprirli con un sottile strato di terriccio setacciato ed infine bagnarli nuovamente con uno spruzzino (per non smuovere i semi)
  4. Coprire ogni cassetta con un telo di plastica trasparente, disporla all’ombra e bagnarla con uno spruzzino ogni giorno finche non compaiono le prime foglioline (generalmente entro 2-4 giorni)
  5. Diradare le piantine, lasciando in ogni alveolo una sola piantina (la migliore) ed esporre le cassette alla luce del sole
  6. Innaffiare le piantine ogni giorno con acqua ed una volta la settimana con acqua alla quale sia stato aggiunto un concime liquido (alle dosi consigliate dall’etichetta)
  7. Dopo circa 4 – 6 settimane, quando le piantine raggiungono un’altezza di circa 7 – 10 cm si possono trapiantarle nel terreno. Meglio programmare il trapianto in una settimana piovosa.
  8. Se non piove è necessario continuare ad innaffiare a giorni alterni per almeno una settimana

c. Semina in cubetti di terriccio pressato (Figura 1) (vedi), (Figura 2)(vedi):

Figura 1
Figura 2

Si tratta di una tecnica ampiamente utilizzata in altri paesi e che da poco si sta diffondendo anche in Italia.

Con questa tecnica le piantine soffrono meno lo stress da trapianto che in genere rallenta di qualche giorno la ripresa vegetativa.

1. Con un particolare apparecchio si comprime il terriccio fino a trasformarlo in piccoli cubetti con una piccola depressione sulla faccia superiore (Figura).

Il problema principale è la scelta del terriccio che deve essere ricco di scheletro (frammenti di rametti) per evitare che il terriccio si compatti troppo e non permetta alle radici di infiltrarsi in esso.

Inoltre il terriccio deve essere inumidito al punto giusto: lo si mette in un secchio, si aggiunge dell’acqua e si rimescola con una cazzuola fino ad ottenere il grado di umidità desiderata.

Il vantaggio è che si possono fare dei cubetti di terriccio pressato di piccole dimensioni (anche 2,5 per lato) i quali occupano poco spazio sul tappetino riscaldante.

2. Sistemare i cubetti di terriccio pressato su un vassoio

3. Distribuire nella piccola depressione della faccia superiore da 1 a 5 semi (a seconda delle dimensioni dei semi), poi bagnarli con uno spruzzino, quindi coprirli con un sottile strato di terriccio setacciato ed infine bagnarli nuovamente con uno spruzzino (per non smuovere i semi).

4. Coprire ogni cassetta con un telo di plastica trasparente, disporla all’ombra.

5. Bagnare i cubetti con uno spruzzino ogni giorno finche non compaiono le prime foglioline (generalmente entro 2-4 giorni)

6. Diradare le piantine, lasciando in ogni alveolo una sola piantina (la migliore) ed esporre le cassette alla luce del sole

7. Innaffiare le piantine ogni giorno con acqua ed una volta la settimana con acqua alla quale sia stato aggiunto un concime liquido (alle dosi consigliate dall’etichetta)

8. Appena le radici delle piante iniziano a fuoriuscire dal cubetto pressato l’intero cubetto può essere inserito in cubetti più grandi (che contengono al centro uno spazio cubico fatto apposta per incastrarli).

9. Dopo circa 4 – 6 settimane, quando le piantine raggiungono un’altezza di circa 7 – 10 cm si possono trapiantarle nel terreno. Meglio se si programma il trapianto in una settimana piovosa.

9. Se non piove è necessario continuare ad innaffiare a giorni alterni per almeno una settimana

d. Vasetti di torba compressa da riempire di terriccio (Figura):

I vasetti di torba compressa o di cartone compresso o di fibra di cocco compressa devono essere riempiti di terriccio e poi si procede alla semina col metodo già descritto per la semina nelle cassette di polistirolo.

Il vantaggio di questo vasetti è che le radici delle piante li attraversano, poi essi col tempo tendono a disfarsi e le piantine possono essere interrate con tutto il vasetto.

In questo modo soffrono meno lo stress da trapianto che in genere rallenta di qualche giorno la ripresa vegetativa.

L’indicazione principale per questo metodo è la semina protetta in gennaio delle carote Touchon.

Poi devono essere coltivate in serra non riscaldata per un mese e mezzo.

Verso i primi di marzo si possono trapiantare in terra interrandole con tutto il vasetto.

Questa tecnica è indispensabile se si vogliono seminare carote in coltura protetta, perché le carote avendo delle radici sottili e delicate non sopravvivono se estratte dal loro contenitore.

Trapiantate in questo periodo si avvantaggiano delle frequenti precipitazioni spontanee della primavera.

e. Semina con tecnica aeroponica

Il sistema di germinazione aeroponica è quello che dà maggiori garanzie di risultato, in quanto permette di controllare con estrema facilità la temperatura, l’illuminazione e la concimazione.

Poi le piantine una volta germinate possono essere trapiantate in terriccio (in cassette di polistirolo o di plastica) e lasciate crescere in serra fino al momento del trapianto in terra, oppure possono essere trapiantate direttamente in terra “a radice nuda” (ma questo limitatamente alle sole leguminose).

Il sistema è composto da una vasca in plastica nera (per evitare lo sviluppo di alghe), da una pompa sommersa da inserire nella vasca e collegata mediante un sistema di tubi a irroratori a farfalla che bagnano i vasetti fustellati e riempiti di argilla espansa (Figura 1), (Figura 2).

Figura 1
Figura 2

E’ necessario acquistare anche un timer digitale (Figura) che attivi la pompa per un quarto d’ora ogni ora ed un sistema di illuminazione (Figura) anch’esso collegato con un timer digitale che attivi l’illuminazione per 12 ore al giorno.

Infine è necessario acquistare un riscaldatore con termostato (di quelli utilizzati negli acquari) della potenza da 50 a 200 Watt a seconda delle dimensioni della vasca da aeroponica (Figura).

I cestelli fustellati devono essere riempiti fino all’orlo con argilla espansa (Figura).

Questa deve essere preventivamente bollita in acqua per 10 minuti per sterilizzarla e può essere riutilizzata all’infinito.

I semi si appoggiano direttamente sull’argilla se sono di grosse dimensioni (es, leguminose, cucurbitacee, etc) oppure se i semi sono di piccole dimensioni, si appoggia uno strato di carta igienica sulla superficie dell’argilla e su di essa si distribuiscono i semi.

Si bagnano i semi con uno spruzzino e si coprono i cestelli con dei bicchieri di plastica capovolti (per mantenere elevata l’umidità).

Il tutto si lascia al buio finchè le piante non germogliano (generalmente entro 2-4 giorni).

Poi si tolgono i bicchieri, si cambia l’acqua, si aggiunge a questa un concime liquido per idrocoltura e si accende l’impianto di illuminazione.

Quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di 3 cm si trapiantano in terriccio (in cassette di polistirolo o di plastica) e si mettono in serra in attesa che raggiungano le dimensioni ideali per il trapianto in terra.

Se sono state seminati i piselli, i fagioli o i fagiolini non è necessario utilizzare del concime liquido, ma solo acqua. Quando le piantine raggiungono l’altezza di 10-15 cm (cioè dopo 11-12 giorni) si possono trapiantaredirettamente nel terreno a radice nuda.

Trapiantare nel terreno le piantine in una settimana piovosa, oppure innaffiarle a giorni alterni per una settimana. Poi la pianta sviluppa le radici e si arrangia da sola.

e. Serra

Le serre professionali con i loro sistemi di aereazione, di deumidificazione, di riscaldamento e di illuminazione sono molto costose.

Meglio ricorrere a semplici serre da giardino (Figura), che sono economiche e di dimensioni contenute.

All’interno, lungo i due lati, si sistemano dei cavalletti e su di essi si appoggiano delle assi di legno che saranno il piano di appoggio per le cassette con le piantine.

Queste serre non necessitano di un sistema di illuminazione, ma per alcune piante è necessario utilizzare un sistema di riscaldamento costituito da un tappetino riscaldante (Figura 1) o da una serpentina riscaldante (Figura 2) collegata ad un termostato (Figura 3).

Poiché questi sistemi riescono a riscaldare i vasetti ma non tutta la serra, per evitare che il calore si disperda è bene coprire le cassette contenenti le piantine con del tessuto non tessuto in fogli (Figura 1) o in rotolo (Figura 2).

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